Capitolo 2
Tantissimo tempo fa, secondo un'antica leggenda, una sirena trovò l'amore della sua vita ma quando il suo amato morì, lei pianse e grazie alle sue lacrime di dolore e al Fuoco Fatuo venne forgiata la Spada Dell'Anima.
Quella notte Abigail, mentre dormiva profondamente nel suo letto, coperta da delle lenzuola rosse e un copriletto trapuntato, fece uno strano sogno.
Quel sogno era una premonizione, e spesso gli capitava di avere delle visioni anche inquietanti, che gli lasciavano un messaggio semplice da decifrare altre volte più difficile da comprendere.
Nel sogno-visione si ritrovò nella valle oscura, chiamata in questo modo in quanto era una valle magica che nascondeva non solo creature magiche misteriose ma anche pericolose.
Era buio pesto, nemmeno i raggi della luna stessa riuscivano ad illuminare e riflettere la propria luce in quel luogo malevolo.
Abigail indossava un abito lungo e nero, e l'unica cosa che si rifletteva nell'oscurità erano i suoi rossi ricci che gli cadevano sulle spalle.
Si guardò intorno e vi era soltanto oscurità, era difficile vedere qualsiasi cosa, anche gli alberi stessi con i loro rami sporgenti sembravano delle creature oscure, con i loro artigli pronti ad attaccare chiunque li disturbasse.
All'improvviso giunse una donna, che gli apparve proprio alle spalle.
La donna, una vecchia megera, con i capelli lunghi e bianchi, con il naso a punta e un neo sulla guancia destra.
La donna aveva degli occhi enormi, con un viso pieno di rughe, la pelle flaccida e priva di qualsiasi bellezza.
I suoi occhi enormi, erano castani, un castano scuro e profondo, come il colore del terreno bagnato.
Nel suo sguardo vi era soggezione ma anche perfidia, che era un modo per nascondere la sua paura più profonda.
«Trova la spada, solo così potrai fermare Re Corvo» disse rompendo quel silenzio spaventoso che regnava per tutta la valle.
L'aria cominciava a farsi gelida e fredda, ma la donna nonostante indossasse un abito nero con cappuccio e una mantellina nera sulle spalle, non sembrava avere freddo.
Abigail sussultò nel sentire quella voce gracchiante e si voltò di scatto «Chi sei tu? Di cosa stai parlando?» fece un passo indietro, e strinse le mani a pugno, pronta ad usare la propria magia nel caso la vecchia avesse attaccato per prima.
Poteva sembrare una innocua, ingenua e gentile vecchietta ma dai suoi occhi si intravedeva qualcosa di oscuro, difficile da interpretare.
«Sono solo una vecchia, mia cara strega dei boschi. Cerco solo di aiutarti a sconfiggere il Re dei Corvi, che come ben sai ha mosso guerra contro tutto e tutti, solo per ottenere ciò che desidera e brama. E l'unica che può fermarlo sei tu mia cara ed io ti sto dando solo ciò che ti serve per fermarlo» disse la vecchia abbassandosi il cappuccino nero, i suoi capelli bianchi e scompigliati gli ricaddero sulle spalle, ma non se ne curò.
«Sei più di una vecchia e lo sappiamo entrambe. Nonostante ciò, dimmi cosa sai di questa spada, ti ascolto!» disse Abigail, decisa ad ascoltare quella vecchia, che a quanto sembrava sapeva più cose di lei.
Sapeva che poteva essere solo una trappola mandata da Re Corvo, ma non aveva molta scelta, quindi decise che sarebbe stato più saggio ascoltarla per poi analizzare le informazioni ricevute.
La vecchia si avvicinò abbastanza da prendergli la mano e chiuderla in mezzo alla sua, la guardò con quegli occhi enormi «La Spada Dell'Anima, si trova nel Tempio dei Viventi. Si tratta di un Tempio sacro e antico che detiene le ossa di tutte le streghe morte, di secoli in secoli, di generazione in generazione. Il luogo è intrinseco di magia, perché le streghe che lo crearono, fecero in modo di renderlo precluso a chiunque non fosse degno di entrare. Solo colui puro di cuore può brandire la spada» ritrasse la mano e scomparve svanendo nel nulla.
Abigail, aveva ascoltato ogni sua singola parola, e quando la vecchia scomparì si svegliò di colpo, o almeno pensava di essersi svegliata, ma in realtà c’era un altro messaggio per lei, ma non era la vecchia megera che glielo avrebbe riferito.
Ciò che vide la sconvolse, era qualcosa di inaspettato.
In questa seconda visione, vide sua madre, anche lei era una strega, che lanciava un sortilegio al Re Corvo, che ancora si trovava nel grembo materno della regina Milena.
Si trattava di una maledizione, che la madre di Abigail lanciò a quel bambino, perché sapeva che sarebbe diventato un re oscuro.
Tutto ciò però aveva spinto Re Corvo ad odiare le streghe e a ucciderle generazione dopo generazione. Inoltre la madre di Abigail aveva predetto che il dominio del Re Corvo, avrebbe portato con sé morte e distruzione.
A quel punto Abigail si svegliò e stavolta veramente, sconvolta da quei due sogni, scese dal letto velocemente.
Si vestì e si ricordò di aver già visto quella vecchia megera.
L'aveva vista al mercato delle ombre nella valle dello Shurkey.
Al mercato delle ombre vi erano diversi venditori, quasi tutti erano ciarlatani, ma altri invece erano realmente veggenti.
Qui si vendevano amuleti, pozioni magiche, vi erano anche dei sensitivi che svelavano il futuro.
Il Mercato apriva una volta a settimana e la gente accorreva lì per sapere il proprio futuro o per avere una pozione d'amore o una cura per guarire qualche malattia o qualche brufolo fastidioso.
Purtroppo non tutti i venditori erano veramente onesti, molti di loro erano dei truffatori, che vendevano pozioni finte, per ingannare la gente e ottenere denaro.
Una pozione, dipendeva anche dal problema che si voleva risolvere, poteva costare anche una moneta d'oro, ma alla gente non importava.
L'ignoranza brulicava in quel mercato, la gente preferiva comprare un qualche amuleto o una pozione per risolvere i propri problemi piuttosto che spendere i soldi per comprare da mangiare per sé e per le proprie famiglie.
Ed era su questa mentalità che i venditori giocavano, sfruttando le fragilità di ogni individuo per strappargli del denaro.
E se qualcuno si lamentava che qualche prodotto non funzionava, il venditore gliene regalava un altro in modo totalmente gratuito, dicendo loro che avrebbe funzionato.
Abigail conosceva perfettamente quel mercato, con sua madre spesso ci andava, di solito come compratrice ma alcune volte anche lei apriva la sua bancarella e vendeva delle premonizioni del futuro.
Lei era solo una bambina, non sapeva se sua madre avesse veramente il dono della premonizione o se la sua era solo una messa in scena destinata ad estorcere del denaro.
In quel periodo era troppo piccola per fargli delle domande a riguardo, ma non ebbe più tempo di fargliele perché ella morì.
A quel punto, quelle domande che aveva sempre desiderato fare, erano rimaste solo delle domande senza alcuna risposta e sarebbe stato così per sempre.
Abigail, giunse al mercato, che era abbastanza distante, quindi aveva cavalcarlo fin laggiù, prendendo una strada secondaria, che era abbastanza ripida e scoscesa ma aveva fretta, doveva avere delle risposte e stavolta le avrebbe ottenute in un modo o nell'altro.
Giunse al mercato e come sospettava brulicava di gente, i venditori sfoggiavano il loro sorriso migliore.
Vi era gente ovunque, non sarebbe stato facile trovare la vecchia megera, che secondo la sua esperienza, non era una semplice vecchia ma una sensitiva, una di quelle che vedeva veramente il futuro.
L'arte della premonizione, non era un dono che avevano tutti ma era destinato a pochi eletti.
Si avviò verso le bancarelle, cercando di passare tra folla. Camminando tra la folla, notò che da alcuni venditori c'era una fila infinita e la gente poteva restare in attesa anche per tutto il giorno.
Sollevò leggermente la mano, muovendo le dita piegandole verso il basso e usò la magia per spostare qualche passante che gli tagliava la strada.
Quella gente era così presa dai loro problemi che nessuno si accorse di essere stato spostato.
Raggiunse una bancarella, c'era una donna di spalle, i suoi capelli erano proprio come nella visione, bianchi e scompigliati, indossava gli stessi vestiti.
Sicuramente la seconda visione era stata indotta dalla megera, ne era più che sicura.
Abigail si soffermò, la donna leggeva la mano oltre ad avere delle visioni.
«Vecchia, so che eri tu questa notte» disse con determinazione, sicura che quella vecchia fosse la stessa megera che aveva sognato la notte precedente.
La vecchia si voltò, con il suo sorriso inquietante e i suoi enormi occhi castani «Cosa posso fare per te, mia cara?» rispose guardandola mentre metteva a posto degli amuleti.
«Sai bene cosa voglio. È la verità ciò che ho visto?» disse impaziente di avere una risposta.
La vecchia sorrise, si voltò e prese un amuleto e glielo porse «Ti regalo questo figliola. Si, è la verità, tua madre vide come sarebbe diventato quel bambino, cosa avrebbe fatto quando sarebbe cresciuto, così lo maledisse con la maledizione Animam» gli mise l'amuleto sul palmo della mano «Consideralo un regalo da parte mia».
Abigail vide l'amuleto in mano, lo guardò attentamente, ma allo stesso tempo ascoltò le sue parole «Maledizione Animam? Che cos'è?» disse stringendo l'amuleto e chiudendo il palmo della mano «Grazie per il dono, ma non dovevate».
La vecchia sorrise: «Mi dispiace, non sono una strega ma una semplice vecchia, non so di che maledizione si tratta».
Nel frattempo una giovane donna si avvicinò alla bancarella e la vecchia colse l'occasione per accaparrarsi un altro cliente ignorando Abigail.
A quel punto quest'ultima avendo capito che non avrebbe ottenuto altre risposte dalla vecchia megera, si allontanò camminando verso l'uscita del mercato e conservando l'amuleto nella tasca dei pantaloni di pelle.
Raggiunse il cavallo, salì in groppa e tirò dolcemente le redini dandogli un piccolo colpetto con lo stivale lungo i fianchi e quest'ultimo partì al galoppo.
Se questo post vi è piaciuto, vi invitiamo a dare un'occhiata anche a “La Spada dell'Anima: La Strega dei Boschi - Capitolo 1”
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