2
Katherine e suo fratello Micheal erano nella lugubre biblioteca del castello. Era un posto parecchio inquietante, sempre illuminato dalle pochissime candele sui candelabri appesi, uno nella parete di destra e uno nella parete di sinistra. La luce ovviamente era fioca e debole, in quanto erano fin troppo pochi i candelabri rispetto all’enormità del luogo stesso. Suo padre amava quel posto poco illuminato, diceva sempre che per rilassarsi con un buon libro non serviva una stanza ben illuminata, ma bastava semplicemente essere soli insieme alle pagine ingiallite e non contava nient’altro se non il magnifico mondo che ogni libro prometteva di mostrare e permetteva di esplorare.
Katherine era d’accordo con suo padre, ma per quello che dovevano fare lei e suo fratello serviva più luce. Nonostante i pochi candelabri, almeno vi erano delle enormi finestre che facevano entrare, almeno di giorno, la luce dei raggi solari, anche se purtroppo quella mattina era una giornata buia e cupa. Guardando fuori da una delle finestre si potevano notare delle nuvole nere, quindi si prospettava un temporale violento in vista. La sala era abbastanza grande, vi erano diversi scaffali colmi di libri, soprattutto di magia. I vari libri erano stati sistemati in ordine da suo padre. Non sarebbe stato difficile trovare qualsiasi libro che si voleva cercare. Si avvicinò ad uno scaffale, voltò lo sguardo verso suo fratello, il quale stava cercando qualche candela da accendere per fare più luce. Gli scaffali erano immensi e alti, infatti accanto ad ognuno di essi vi era una scaletta, in modo da permettere a chiunque di prendere un libro. Katherine si soffermò «Micheal non sappiamo nemmeno cosa stiamo cercando, come faremo?» chiese, provando a cercare qualche libro, che forse gli sarebbe stato utile. Micheal accese con la scintilla dorata nelle sue dita, più candele possibili, era il meglio che poteva fare. Pensava a come si potesse leggere in quel luogo poco illuminato, sarebbe stato un incubo, infatti lui non entrava mai in quella sala. Gli aveva messo sempre i brividi «Non ne ho idea, ma se ricordo bene, l’ultima volta che nostro padre entrò qui, stava leggendo un libro. Lo sai non entro mai qui dentro, lo trovo un luogo inquietante, ma quel giorno andai da lui. Quel giorno sembrava stesse leggendo un libro antico e vecchio, infatti notai che le pagine erano ingiallite, a differenza della copertina che sembrava nuovissima, ben conservata. Può darsi che in quel libro ci sia qualcosa che ci faccia capire che Jonathan Vettel lo ha ucciso. Katherine, dobbiamo assolutamente trovarlo, può esserci utile, o almeno spero e me lo auguro» rispose finendo di accendere le ultime candele che aveva trovato. Si avvicinò a sua sorella e gliene porse una. Lei prese la candela, illuminò lo scaffale «Va bene, hai detto che stava leggendo questo libro può darsi che non abbia finito di leggerlo. Conoscendo papà, i libri che doveva finire di leggere, spesso e volentieri li riponeva negli scaffali ben ordinati, ma su uno scaffale più piccolo, in modo che potesse prenderlo immediatamente senza dover cercare negli scaffali. Penso che questo piccolo scaffale sia in fondo alla sala. Non voleva che nessuno sapesse cosa stesse leggendo, così lo fece costruire alla fine della sala, perché nessuno aveva mai voluto raggiungere il fondo della biblioteca. Penso che dovremmo dirigerci laggiù» disse passando avanti, con la candela in mano, adagiata su un piccolo portacandela di rame, di forma allungata da poter tenere con il palmo della mano. Venivano usati soprattutto quando si doveva fare tanta strada tra le sale del castello poco illuminate. E questa era una di quelle occasioni. Si diressero lungo il corridoio, camminando l’uno accanto all’altro, mentre Katherine faceva strada. Una volta che raggiunsero lo scaffale più piccolo, Micheal si avvicinò notando un libro, posto in maniera ordinata «Eccolo, avevi ragione tu. Guarda è proprio questo il libro. Copertina rigida, decorata e in ottimo stato» disse afferrando il libro tra le mani, mostrandolo a sua sorella. Lei si avvicinò guardandolo e fu sorpresa di rivederlo, lo aveva riconosciuto. Tolse lo sguardo dal libro e lo rivolse a lui: «Ti sbagli, non è un libro, ma un diario. Papà ne aveva uno, dove pensavo annotasse i nuovi incantesimi, o le varie pozioni che creava lui stesso» disse prendendo il diario dalle sue mani. Mentre lo afferrò, dalle pagine caddero delle lettere. Si chinò e le afferrò, ne aprì una e rimase sconvolta mentre leggeva le prime parole «Non ci posso credere. Sono lettere d’amore e sono tutte intestate a nostra madre. Non riesco a capire, ci ha sempre detto che è morta di parto. Forse sono lettere mandate prima della nostra nascita. Ma non ne sono sicura, non c’è alcuna data. Guarda cosa dice questa lettera:
«Caro amatissimo William, mi dispiace immensamente per quello che stai passando a causa mia. Non volevo tutto questo, ma è proprio per questo motivo, che ho deciso di andare via. Lo faccio per proteggerti, perché sai che non avremo mai un futuro finché lui non smetterà di darci la caccia. Mi dispiace tanto doverti abbandonare in questo modo crudele. Non ho altra scelta amore mio, ricorda che ti amerò per sempre e che dentro di me ho due vite che molto presto verranno al mondo, i tuoi amati figli. Ti prometto che tornerò con loro una volta nati, ma fino a quel momento devo andare via. Ti amo William e ti amerò sempre, baci la tua amata Lady Caitlyn.»
Katherine lesse con le lacrime agli occhi. Micheal la guardò mentre leggeva «Nostra madre aveva paura di qualcuno, per me si tratta di Vettel. Non sappiamo cosa sia accaduto, ma è tutto collegato, e dobbiamo leggere tutte le lettere se vogliamo scoprire la verità» si passò una mano tra i capelli. Entrambi sembravano scossi e turbati. Tutte le certezze che avevano avuto fino a quel momento erano svanite nel nulla in un attimo di secondo. Il loro mondo era andato in frantumi all’improvviso e nessuno dei due se lo aspettava. Fino a quel momento avevano creduto ad una bugia, ma adesso la verità stava per essere svelata e nessuno dei due era pronto ad affrontarla, ma in qualche modo dovevano farlo, perché la verità li avrebbe resi liberi dalle catene di menzogne che create attorno alle loro vite. Katherine capiva perfettamente loro padre, e non credeva che avesse omesso la verità solo per il piacere di farlo, anzi dubitava che lo avesse fatto con malignità o per ferire i suoi figli. Sicuramente lo aveva fatto per proteggerli da qualcosa di più grande di loro, ma adesso erano adulti e potevano sopportare la verità ed era quello che avrebbero scoperto. La verità, nonostante spesso faceva male era pur sempre meglio di una squallida bugia. Sapere come stavano effettivamente le cose non rendeva solo liberi, ma dava loro la possibilità di scelta, la possibilità di decidere e fare le proprie scelte, senza alcuna paura. La cosa che forse turbava in quel momento Katherine era la reazione di suo fratello. Si chiedeva se sarebbe stato abbastanza forte da affrontare e sopportare la verità. Sperava solamente che lui fosse al suo fianco come fratello, in modo tale da poter affrontare tutto quanto insieme. L’unione faceva la forza, ed era l’unico modo anche per sopravvivere in un mondo in cui la Magia veniva considerata una minaccia letale. Una minaccia che andava eliminata una volta per tutte. Al momento era tutto sorprendentemente confuso, ma una volta che la verità sarebbe venuta a galla, sarebbe diventato tutto più chiaro e limpido. Micheal la guardò senza alcuna emozione, era confuso e scioccato quanto sua sorella «Come ha potuto mentirci in questo modo Katherine?» chiese mentre prendeva le altre lettere cadute sul pavimento. Si sentiva perso e deluso, non sapeva cosa fare e soprattutto ciò che lo innervosiva era lo scoprire la verità, una verità che considerava scomoda e pericolosa, non solo per l’intero regno di Marvkesh ma anche per la Congrega Malkovich, che ormai da secoli di generazione in generazione aveva portato avanti la battaglia contro coloro che volevano estinguere la magia dal mondo. Molte streghe e stregoni, non importava se erano uomini, donne o bambini, avevano perso la vita solo per il semplice fatto stesso di possedere la scintilla del potere magico. La Casata dei Malkovich da sempre aveva regnato e dominato il mondo della magia, non semplicemente per diritto di nascita, ma per proteggere la magia stessa dall’estinzione che purtroppo molti perseguivano. In realtà la magia non era né buona e né malvagia, anzi questa distinzione dipendeva dalle persone che la usavano e soprattutto dai loro scopi, che potevano essere buoni o malvagi. Quindi la magia non aveva alcuna colpa, anzi spesso era utile. Poteva essere usata per curare i feriti dopo una guerra o battaglia, o per creare delle cose meravigliose nel mondo. Spesso veniva usata per creare delle armi, ma anche questo dipendeva non dalla magia stessa ma dalle persone che la usavano. La magia era solo un mezzo e uno strumento per raggiungere un obiettivo, ma non rappresentava l’obiettivo stesso. Ma nonostante questo si prestava molta più attenzione alla malvagità della magia, piuttosto alla capacità distruttiva di chi ne faceva uso.
Katherine chiuse il diario, stringendolo tra le braccia, ascoltò suo fratello e fece un bel respiro profondo. Doveva calmarlo, perché aveva bisogno di lui in questa folle ricerca della verità. Da sola non ci sarebbe riuscita «Micheal, nostro padre aveva le sue motivazioni. Avrà mentito per proteggerci da tutto questo. Non dobbiamo prendercela con lui, ma dobbiamo invece essere lucidi e razionali, per poter affrontare tutto questo. Spero vivamente che tu sia d’accordo con me. Dobbiamo essere uniti, soprattutto in questo momento in cui Vettel sembra essere un passo avanti a noi. Nostro padre, non nego che abbia sbagliato a mentirci, ma adesso lui non c’è più e ci siamo solo noi due. Quindi se perdiamo la testa entrambi, finiremo con il farci ammazzare da Vettel o peggio confermare le sue idee folli e contorte sulla magia. Sa essere un grande oratore e fomentare gli animi del popolo. Sa essere persuasivo ed è un bravissimo manipolatore. Riesce a manipolare la realtà trasformandola nelle sue più profonde paure, che alla fine infonda negli animi delle persone. Le persone si fidano ciecamente di lui, ritengono che sia un buon sovrano e che tutto quello che sta facendo lo fa solo per il loro bene, per le loro vite e per la loro sopravvivenza in futuro. Prospetta le sue idee folli, come un futuro migliore, senza magia. Ma non rivela loro che invece che la magia è parte integrante del mondo stesso e della natura. Se la magia morisse, tutto il mondo soccomberebbe alla morsa della morte. La magia è legata in maniera indissolubile al nostro mondo, che sopravvive grazie ad essa. Quindi dobbiamo essere scaltri e furbi quanto lui, senza farci prendere dal panico, perché se lo facciamo potremmo finire ammazzati da lui o peggio confermare le sue profonde paure. Bisogna essere cauti e stare attenti» disse chiudendo il libro. Micheal gli porse le lettere cadute. Sua sorella aveva ragione, ma la cosa che forse lo rendeva nervoso era la verità stessa. Una verità scomoda e pericolosa, che però adesso entrambi dovevano scoprire e affrontare. Non sarebbe stato facile, ma dovevano salvare non solo l’intero regno di Marvkesh ma anche l’intera Congrega Malkovich «Va bene, hai ragione tu. Quindi adesso che cosa facciamo? Queste lettere, si potrebbero rivelarci di più, ma dubito che ci sarà tutta la verità, scritta lì dentro». Katherine lo guardò con uno sguardo pensieroso, qualcosa di importante stava frullando dentro la sua testa «Sai che papà costruiva armi magiche. Stavo pensando che ne dovremmo creare una noi. L’idea era quella di dare vita a qualcosa di unico che possa leggere l’anima di una persona. So che sembra folle, ma penso che un’arma simile ci potrebbe tornare utile. Forse non adesso, ma in futuro lo farà. Abbiamo non solo le lettere ma anche il diario di nostro padre. Ci tornerà utile. Nel frattempo che leggiamo tutto quanto, troverò un modo per creare quest’arma» disse decisa e sicura di sé. Non sapeva come gli era venuta in mente un'idea simile, ma sapeva solamente che era la cosa giusta da fare. Non sarebbe stato semplice creare un qualcosa di mai creato prima, ma lei era intelligente e molto ingegnosa come suo padre. Come lui, amava leggere, amava la magia e amava essere ciò che era, senza vergognarsene. Infatti i suoi capelli ondulati e rossi, era un modo per dimostrare che non aveva paura del giudizio degli altri. Anzi era fiera di sé stessa e di ciò che era e sarebbe sempre stata. Non se ne vergognava e portava quei lunghi capelli rossi con fierezza e dignità. Micheal ascoltò le sue parole, prestando molta attenzione. La guardò negli occhi, e comprese che aveva lo stesso sguardo creativo di loro padre. Ogni qual volta che loro padre aveva un’idea per la creazione di un’arma magica, gli brillavano gli occhi e aveva una luce intensa e profonda nello sguardo. Una luce di magia, pronta a liberarsi e scatenarsi per dare vita a qualcosa di unico e speciale. Sua sorella in quel momento aveva quella stessa luce e sorrise, ma allo stesso tempo prese consapevolezza di essere stato un vero idiota con lei e con loro padre. Si rese conto che gli volevano bene, nonostante i problemi che aveva creato loro: «Allora io leggerò le lettere e il diario, se scopro qualcos’altro di importante o interessante, ti avviserò immediatamente. Tu fai ciò che serve. Mi dispiace per tutto quanto, ho sempre e solo fatto dei grandi casini e ti ho trattata davvero male. Ora ho capito che volevi solo il mio affetto, affetto che tu continuavi a dare a me, nonostante i miei atteggiamenti. Quindi ti aiuterò e farò il possibile per proteggerti, te lo prometto. Ti voglio bene sorellina» disse abbracciandola, stringendola forte a sé. Lo faceva raramente, anzi spesso evitava di abbracciarla, ma era giunto il momento di crescere e andare avanti. Loro padre ormai non c’era più, quindi era tutto nelle loro mani. Katherine rimase sorpresa non solo dalle sue parole ma anche da quell’abbraccio improvviso, che lei attendeva da sempre, anzi da una vita. Ricambiò l’abbraccio dolcemente e sorrise, pensando che suo fratello stesse davvero crescendo e stesse diventando un uomo. Era fiera e orgogliosa di lui, e sapeva che finché ci sarebbe stato lui al suo fianco, non avrebbe dovuto avere paura di nessuno. Anzi quell’amore fraterno l’avrebbe resa più forte. L’amore gli avrebbe dato la forza necessaria per affrontare il loro destino. Destino piuttosto crudele che non faceva altro che metterli alla prova. Un destino infausto che avrebbe cambiato le loro vite per sempre. Katherine non era una di quelle streghe che credeva al destino, anzi aveva sempre pensato che il destino dipendeva solamente dalle proprie scelte e decisioni. Per lei, come la magia, il Destino non era scritto sulla pietra, ma veniva scritto durante il lungo e tortuoso tragitto della vita. E sapeva che in un modo o in un altro avrebbe percorso quel tragitto pieno di ostacoli a testa alta, senza esitazione e se durante questo percorso sarebbe caduta, adesso sapeva di poter avere l’appoggio e l’amore fraterno, e questa era una delle cose che la consolavano, dalla morte del padre «Lo so, non devi dirmi niente. Ti voglio bene anche io» sorrise baciandogli la guancia. Si presero per mano, l’uno stringendo la mano dell’altro, tornando indietro verso l’uscita della biblioteca, e verso l’uscita da quell’oscurità e da quell’odio e rancore profondo che aveva da tantissimo tempo compromesso il loro rapporto. Adesso erano insieme, come due veri fratelli, disposti a sacrificare le proprie vite l’uno per l’altro. Disposti a lottare insieme e combattere per la vita e la verità, che li avrebbe resi liberi.
Seguiteci ⤵️
Blog:
https://ledreamwriters.blogspot.com/
Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=61565578332817&mibextid=ZbWKwL
Instagram:
https://www.instagram.com/ledreamwriters?igsh=MXRwdHdqaWd2ZDk4NQ
© Le DreamWriters 🦋
I contenuti presenti sul blog Le DreamWriters – dei quali è autore/autrice il/la proprietario/a del blog (ed eventualmente dei collaboratori, se ce ne sono) – non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o ridistribuiti perché appartenenti all'autore/autrice stesso/a. E' vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. E' vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall'autore/autrice.
Cosa ne pensate di questo capitolo? Scrivetelo nei commenti!
📌 Seguiteci per gli aggiornamenti!
Nessun commento:
Posta un commento