23 dicembre 2025

Frammento Narrativo: Il Sussurro della Vendetta 📇


Cari Dreamwriters, 🌟

Ci sono parole che non si pronunciano per dovere, ma per liberazione.  
In questo estratto tratto dal terzo romanzo,“Il Sussurro della Vendetta”, della saga “La Famiglia Lancaster”, Evelyn sceglie di rompere il silenzio proprio nel giorno in cui avrebbe potuto restare in silenzio.  
Nel cuore di una cerimonia che celebra l’amore, si apre uno spazio per la memoria, per il perdono, per la verità.  
Un discorso che non cerca giustificazioni, ma redenzione.  
Un addio che è anche un abbraccio.  
Un sussurro che attraversa il tempo.


Buona lettura 📖




Evelyn fece un respiro profondo e si portò una mano sul petto, provando a calmare la sua agitazione.
«Oggi è un giorno speciale, in cui io e Lord Sterling abbiamo coronato il nostro sogno d’amore. Ma non desidero che questo giorno venga ricordato solamente per questo matrimonio. Desidero che oggi venga ricordato anche qualcun altro» disse con voce tremante.
«Vorrei ricordare una persona. Molti di voi conoscono la storia mentre altri no. Non voglio dilungarmi a raccontare i dettagli, voglio solo commemorare Lord Alexander Sterling. Voglio ricordarlo con il cognome della sua vera famiglia. Alexander ha avuto una vita difficile. Una vita che gli è stata imposta e che non ha scelto. Purtroppo, quel passato l’aveva cambiato e reso una persona terribile. Ha commesso atti indicibili, che non starò qui ad elencare. Sono qui solo per ricordare l’uomo che stava cercando di diventare. Dietro la maschera si celava un uomo fragile e sofferente. Un uomo che ha conosciuto l’inferno e di quell’inferno ne aveva fatto un mantra. Aveva scelto di vivere nel proprio inferno personale. Però qualcosa di buono è venuto fuori da quell’inferno: nostro figlio Thaddeus. Non sono qui per giustificare il male che ha commesso, ma sono qui solamente per ricordare a tutti noi che spesso dietro l’oscurità e atti vili e ignobili, si cela un dolore profondo. Io voglio ricordare l’Alexander dolce e gentile. Voglio ricordare l’uomo dietro la maschera. Voglio dirgli grazie per aver sacrificato la sua stessa vita, per salvare la mia» disse con gli occhi lucidi.
Accanto a lei, un vento gelido si soffermò. Lo spirito di Alexander, vestito con gli stessi abiti del giorno della propria morte, sorrideva ascoltando quella commemorazione nei propri confronti. Si avvicinò come un soffio leggero, adagiando la mano invisibile sulla spalla della sua dolce e amata Evelyn. 
Quest’ultima socchiuse gli occhi come se riuscisse in qualche modo a percepire la sua presenza. Quel lieve soffio gli penetrò la carne facendole venire i brividi.
«Grazie Alexander. Se non mi avessi salvata, adesso ci sarei io al posto tuo. Ti sono grata di avermi dato la possibilità di continuare a vivere. Sono in debito con te. Non potrò ringraziarti abbastanza, ma posso darti ciò di cui hai veramente bisogno: ti perdono. Spero che anche tu riuscirai a perdonare te stesso. Riposa in pace, piccolo principe che meritava di essere salvato!» concluse il discorso commemorativo per Alexander. Le lacrime rigarono le sue guance mentre si allontanava dall’altare. Leonardo si avvicinò abbracciando la sua amata sposa.
Lo spirito di Alexander stava piangendo. Finalmente era libero. Libero dal dolore e dalla sofferenza. E la sua dolce Evelyn l’aveva perdonato. Non sarebbe riuscito a riposare in pace finché non avesse avuto il suo perdono. Purtroppo, non aveva avuto molto tempo per attendere quel momento. Adesso il suo cuore era leggero come una piuma.
Si avvicinò a suo fratello e ad Evelyn, che provarono un'ondata di vento gelido.
«Grazie, non dimenticherò mai tutto questo. Abbiamo avuto poco tempo ma sono grato di avervi conosciuti. Ti amo Evelyn!» si rivolse poco dopo al fratello «Prenditi cura di lei e di mio figlio. Hanno bisogno di te. Sii un uomo migliore di me, fratello» gli sussurrò con una lieve brezza.
Poi lo spirito di Alexander si avvicinò e si chinò verso suo figlio che guardava verso di lui, ma era consapevole che nessuno potesse vederlo.
Con la mano trasparente accarezzò la sua guancia «Il mio piccolo ometto. Sii buono e obbedisci ai tuoi genitori. Ti voglio bene cuore mio, ora e sempre!» gli sussurrò dolcemente con tenerezza e il piccolo Thaddeus continuò a fissare davanti a sé con un sorriso smagliante, provando una lieve carezza, come se lo riuscisse a vedere e sentire ma era una mera illusione.
Poi si avvicinò ad Elisabetta, la guardò dolcemente «Sei una donna intraprendente e testarda. Esattamente come me. Non abbiamo avuto molto tempo per conoscerci e capisco il tuo disappunto nel farlo. Ma voglio dirti che porti anche tu una maschera. Pensi che così proteggi te stessa ma ti sbagli. Portare una maschera significa allontanare le persone che ti amano. Quindi da fratello maggiore ti dico solo di strapparla via e di vivere la vita in tutte le sue sfumature. Lasciati andare e lascia andare le tue paure. Evelyn è una donna meravigliosa e se solo tu aprissi il tuo cuore, lo capiresti» gli sussurrò dolcemente. Elisabetta provò un calore avvolgergli il petto, provando un senso di serenità.
Alexander proseguì, trovandosi di fronte a sua madre «Madre! Abbiamo sofferto così tanto. Mi dispiace se ti ho delusa. E ti perdono per avermi abbandonato. Adesso capisco che l’hai fatto per proteggermi. Infatti poco dopo anche quel mostro è morto. Non piangere per me , vivi la vita e prenditi cura della nostra famiglia. Ti amo madre!» gli sussurrò sfiorando con le labbra la sua guancia.
Lillian socchiuse gli occhi e si toccò la guancia.
Infine, si avvicinò a Henry e Victoria. Sorrise dolcemente «Siete una coppia meravigliosa. E mi sbagliavo su di te, Henry. Ti dissi che eravamo simili, ma non era vero. Sei migliore di me. Sei un uomo d’onore e rispettoso. Sei esattamente l’uomo che volevo essere io. Ero geloso di te e ti ho quasi spinto ad uccidermi solo per dimostrare che anche tu avevi l’oscurità dentro al cuore. Ma adesso capisco che in realtà il tuo cuore è puro e lo è sempre stato» sospirò e poi si rivolse a Victoria «Mi dispiace. Anche su di te mi sono sbagliato. I tuoi capelli sono parte della tua essenza e non avevo alcun diritto di costringerti a cambiarli. Sei una donna meravigliosa che non ho davvero apprezzato e me ne rammarico. Siate felici insieme!» passò attraverso di loro e sorrise colmo di felicità e gioia. Per un istante osservò le persone che amava e fu consapevole che era ora di passare oltre. Non aveva più conti in sospeso e poteva raggiungere la sua pace eterna.
Accanto a lui apparve lo spirito di Emilia in tutta la sua bellezza, così come la ricordava Alexander. Indossava un abito color crema e i capelli sciolti sulle spalle. Lei afferrò la sua mano e lo guardò dolcemente sorridendo «Ti stavo aspettando. Sei pronto amore?» gli disse intrecciando le dita alle sue. Alexander si voltò verso di lei sorridendo. Non era sorpreso di vederla anzi ci aveva sperato. «Sono pronto e sono felice che tu mi abbia aspettato!» disse avvicinando le labbra alle sue, in un dolce bacio. Svanirono insieme, mano nella mano, in un dolce soffio di vento.


🌙 Conclusione

A volte, per trovare la pace, non basta essere perdonati: bisogna imparare a perdonare se stessi.  
E dietro ogni maschera — anche la più spaventosa — può nascondersi un cuore che ha solo dimenticato come si ama.  
Alexander non ha avuto il tempo di diventare l’uomo che desiderava essere, ma ha avuto il coraggio di morire per chi amava.  
E in quel gesto, ha trovato la sua verità.


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