31 dicembre 2025

Buon Anno Nuovo! 🍾🥂

 ✨ Cari DreamWriters,

Felice Anno Nuovo! ✨


C’è un momento, tra l’ultima parola scritta e la prima che ancora non conosciamo, in cui tutto tace. È lì che nasce il nuovo anno: in quel respiro sospeso tra ciò che è stato e ciò che sarà. 🌙📖

In questo spazio di attesa e possibilità, vi auguriamo ciò che conta davvero:

🕊️ Pace in famiglia e nel mondo, che vi accompagni come una carezza  

❤️ Amore, che vi scaldi i giorni e le storie  

🌿 Salute, per continuare a creare con forza e leggerezza  

🌞 Serenità, che illumini anche le pagine più difficili  

🍀 Un pizzico di fortuna, perché ogni sogno ha bisogno del suo vento  

✨ E che tutti i vostri desideri — anche quelli scritti in fondo al cassetto — trovino la loro strada.


“E il bello del futuro è che arriva un giorno alla volta.”  

- Abraham Lincoln

Che il 2026 sia un anno da scrivere con inchiostro gentile, mani fiduciose e occhi pieni di meraviglia.  

Noi continueremo a farlo insieme, parola dopo parola, sogno dopo sogno.


Se questo post vi è piaciuto, vi invitiamo a dare un'occhiata anche a “Natale 2025!”




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27 dicembre 2025

L'Eco della Lettura: Recensione - Se Morisse mio Marito 📚


Cari Dreamwriters,  🌟
oggi vi porto con me tra le pagine di un classico del giallo firmato dalla regina indiscussa del mistero: Agatha Christie. Il romanzo di cui vi parlo è Se morisse mio marito (titolo originale: Lord Edgware Dies), un’indagine di Hercule Poirot che si muove tra apparenze ingannevoli, doppi giochi e un delitto che sembra risolto… fin troppo in fretta. Pronti a scoprire cosa si cela dietro il sorriso di una diva?

📖 Trama: Se Morisse mio Marito 

Jane Wilkinson, affascinante attrice americana, si rivolge a Hercule Poirot con una richiesta insolita: convincere suo marito, il viscido e temuto Lord Edgware, a concederle il divorzio. L’investigatore accetta, ma scopre con sorpresa che l’uomo ha già acconsentito alla separazione. Poco dopo, Lord Edgware viene trovato assassinato nella sua casa londinese. Tra sosia, illusioni e segreti ben custoditi, il caso si rivela un labirinto di specchi in cui nulla è come appare.


🕵️‍♀️ Recensione 

Leggere Se morisse mio marito è come assistere a una pièce teatrale in cui ogni personaggio recita una parte… e nessuno è davvero chi dice di essere. Ho amato la costruzione del mistero: elegante, sottile, eppure piena di tensione. Jane Wilkinson è un personaggio magnetico, ambiguo, che incarna perfettamente il tema dell’ambiguità morale. Poirot, come sempre, è brillante, ma qui lo vediamo anche più umano, quasi infastidito dalla superficialità e dalla vanità che lo circondano. La Christie gioca con il lettore, disseminando indizi e depistaggi con la maestria di chi conosce ogni angolo dell’animo umano. Il colpo di scena finale è un piccolo gioiello di logica e ironia. Eppure, ciò che mi ha colpita di più è la riflessione sottile sul potere delle apparenze e sulla fragilità della verità in un mondo dove tutti indossano maschere.


✨ Conclusione

Se morisse mio marito è un giallo raffinato, teatrale, e sorprendentemente attuale. Un invito a guardare oltre ciò che sembra ovvio, a non fidarsi delle prime impressioni, e a lasciarsi guidare — con fiducia e un pizzico di diffidenza — dal fiuto infallibile di Poirot.  
Se amate i misteri ben congegnati, le atmosfere inglesi e i personaggi ambigui, questo romanzo è un piccolo scrigno da scoprire. 🔎

- Valeria Dreamwriter

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25 dicembre 2025

Buon Natale a tutti! 🎄🎁


🎄 Cari Dreamwriters,

il Natale è arrivato come un sussurro di neve sulle pagine del nostro tempo.  
È la stagione in cui le storie si accendono come luci tra le mani, e ogni parola scritta sembra portare con sé il calore di un abbraccio.  
In questi giorni sospesi tra memoria e desiderio, ci piace pensare che anche le lettere si vestano a festa, e che ogni frase possa diventare un dono.

Vogliamo augurarvi un Natale gentile, fatto di respiri lenti, risate sincere e silenzi pieni di senso. 🎁🕯️

🌟 Buon Natale a tutti voi, con una perla di saggezza che ci accompagna in questo tempo di luce:

🎁 “Non è la perfezione a rendere magico il Natale, ma la grazia con cui accogliamo l’imperfezione degli attimi.” 🎄

Con affetto e incanto,  
le Dreamwriters 💫🖋️




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24 dicembre 2025

Buona Vigilia di Natale 🎄🎁⛄


Cari Dreamwriters, 🌟
la Vigilia di Natale è arrivata e noi siamo qui, con un pensiero per voi. In mezzo al trambusto delle ultime preparazioni, ci prendiamo un attimo per fermarci, respirare e condividere questo spazio silenzioso, che parla più di mille parole. ✨

🎄 Il Natale non è solo una data: è un abbraccio che attraversa il tempo, una luce che sa aspettare, un sorriso che resta anche quando tutto tace. 🌟

- Le Dreamwriters 

🎁 Buona Vigilia di Natale da parte nostra!  
Che sia una notte gentile, piena di piccole magie e grandi respiri. 💫

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23 dicembre 2025

Frammento Narrativo: Il Sussurro della Vendetta 📇


Cari Dreamwriters, 🌟

Ci sono parole che non si pronunciano per dovere, ma per liberazione.  
In questo estratto tratto dal terzo romanzo,“Il Sussurro della Vendetta”, della saga “La Famiglia Lancaster”, Evelyn sceglie di rompere il silenzio proprio nel giorno in cui avrebbe potuto restare in silenzio.  
Nel cuore di una cerimonia che celebra l’amore, si apre uno spazio per la memoria, per il perdono, per la verità.  
Un discorso che non cerca giustificazioni, ma redenzione.  
Un addio che è anche un abbraccio.  
Un sussurro che attraversa il tempo.


Buona lettura 📖




Evelyn fece un respiro profondo e si portò una mano sul petto, provando a calmare la sua agitazione.
«Oggi è un giorno speciale, in cui io e Lord Sterling abbiamo coronato il nostro sogno d’amore. Ma non desidero che questo giorno venga ricordato solamente per questo matrimonio. Desidero che oggi venga ricordato anche qualcun altro» disse con voce tremante.
«Vorrei ricordare una persona. Molti di voi conoscono la storia mentre altri no. Non voglio dilungarmi a raccontare i dettagli, voglio solo commemorare Lord Alexander Sterling. Voglio ricordarlo con il cognome della sua vera famiglia. Alexander ha avuto una vita difficile. Una vita che gli è stata imposta e che non ha scelto. Purtroppo, quel passato l’aveva cambiato e reso una persona terribile. Ha commesso atti indicibili, che non starò qui ad elencare. Sono qui solo per ricordare l’uomo che stava cercando di diventare. Dietro la maschera si celava un uomo fragile e sofferente. Un uomo che ha conosciuto l’inferno e di quell’inferno ne aveva fatto un mantra. Aveva scelto di vivere nel proprio inferno personale. Però qualcosa di buono è venuto fuori da quell’inferno: nostro figlio Thaddeus. Non sono qui per giustificare il male che ha commesso, ma sono qui solamente per ricordare a tutti noi che spesso dietro l’oscurità e atti vili e ignobili, si cela un dolore profondo. Io voglio ricordare l’Alexander dolce e gentile. Voglio ricordare l’uomo dietro la maschera. Voglio dirgli grazie per aver sacrificato la sua stessa vita, per salvare la mia» disse con gli occhi lucidi.
Accanto a lei, un vento gelido si soffermò. Lo spirito di Alexander, vestito con gli stessi abiti del giorno della propria morte, sorrideva ascoltando quella commemorazione nei propri confronti. Si avvicinò come un soffio leggero, adagiando la mano invisibile sulla spalla della sua dolce e amata Evelyn. 
Quest’ultima socchiuse gli occhi come se riuscisse in qualche modo a percepire la sua presenza. Quel lieve soffio gli penetrò la carne facendole venire i brividi.
«Grazie Alexander. Se non mi avessi salvata, adesso ci sarei io al posto tuo. Ti sono grata di avermi dato la possibilità di continuare a vivere. Sono in debito con te. Non potrò ringraziarti abbastanza, ma posso darti ciò di cui hai veramente bisogno: ti perdono. Spero che anche tu riuscirai a perdonare te stesso. Riposa in pace, piccolo principe che meritava di essere salvato!» concluse il discorso commemorativo per Alexander. Le lacrime rigarono le sue guance mentre si allontanava dall’altare. Leonardo si avvicinò abbracciando la sua amata sposa.
Lo spirito di Alexander stava piangendo. Finalmente era libero. Libero dal dolore e dalla sofferenza. E la sua dolce Evelyn l’aveva perdonato. Non sarebbe riuscito a riposare in pace finché non avesse avuto il suo perdono. Purtroppo, non aveva avuto molto tempo per attendere quel momento. Adesso il suo cuore era leggero come una piuma.
Si avvicinò a suo fratello e ad Evelyn, che provarono un'ondata di vento gelido.
«Grazie, non dimenticherò mai tutto questo. Abbiamo avuto poco tempo ma sono grato di avervi conosciuti. Ti amo Evelyn!» si rivolse poco dopo al fratello «Prenditi cura di lei e di mio figlio. Hanno bisogno di te. Sii un uomo migliore di me, fratello» gli sussurrò con una lieve brezza.
Poi lo spirito di Alexander si avvicinò e si chinò verso suo figlio che guardava verso di lui, ma era consapevole che nessuno potesse vederlo.
Con la mano trasparente accarezzò la sua guancia «Il mio piccolo ometto. Sii buono e obbedisci ai tuoi genitori. Ti voglio bene cuore mio, ora e sempre!» gli sussurrò dolcemente con tenerezza e il piccolo Thaddeus continuò a fissare davanti a sé con un sorriso smagliante, provando una lieve carezza, come se lo riuscisse a vedere e sentire ma era una mera illusione.
Poi si avvicinò ad Elisabetta, la guardò dolcemente «Sei una donna intraprendente e testarda. Esattamente come me. Non abbiamo avuto molto tempo per conoscerci e capisco il tuo disappunto nel farlo. Ma voglio dirti che porti anche tu una maschera. Pensi che così proteggi te stessa ma ti sbagli. Portare una maschera significa allontanare le persone che ti amano. Quindi da fratello maggiore ti dico solo di strapparla via e di vivere la vita in tutte le sue sfumature. Lasciati andare e lascia andare le tue paure. Evelyn è una donna meravigliosa e se solo tu aprissi il tuo cuore, lo capiresti» gli sussurrò dolcemente. Elisabetta provò un calore avvolgergli il petto, provando un senso di serenità.
Alexander proseguì, trovandosi di fronte a sua madre «Madre! Abbiamo sofferto così tanto. Mi dispiace se ti ho delusa. E ti perdono per avermi abbandonato. Adesso capisco che l’hai fatto per proteggermi. Infatti poco dopo anche quel mostro è morto. Non piangere per me , vivi la vita e prenditi cura della nostra famiglia. Ti amo madre!» gli sussurrò sfiorando con le labbra la sua guancia.
Lillian socchiuse gli occhi e si toccò la guancia.
Infine, si avvicinò a Henry e Victoria. Sorrise dolcemente «Siete una coppia meravigliosa. E mi sbagliavo su di te, Henry. Ti dissi che eravamo simili, ma non era vero. Sei migliore di me. Sei un uomo d’onore e rispettoso. Sei esattamente l’uomo che volevo essere io. Ero geloso di te e ti ho quasi spinto ad uccidermi solo per dimostrare che anche tu avevi l’oscurità dentro al cuore. Ma adesso capisco che in realtà il tuo cuore è puro e lo è sempre stato» sospirò e poi si rivolse a Victoria «Mi dispiace. Anche su di te mi sono sbagliato. I tuoi capelli sono parte della tua essenza e non avevo alcun diritto di costringerti a cambiarli. Sei una donna meravigliosa che non ho davvero apprezzato e me ne rammarico. Siate felici insieme!» passò attraverso di loro e sorrise colmo di felicità e gioia. Per un istante osservò le persone che amava e fu consapevole che era ora di passare oltre. Non aveva più conti in sospeso e poteva raggiungere la sua pace eterna.
Accanto a lui apparve lo spirito di Emilia in tutta la sua bellezza, così come la ricordava Alexander. Indossava un abito color crema e i capelli sciolti sulle spalle. Lei afferrò la sua mano e lo guardò dolcemente sorridendo «Ti stavo aspettando. Sei pronto amore?» gli disse intrecciando le dita alle sue. Alexander si voltò verso di lei sorridendo. Non era sorpreso di vederla anzi ci aveva sperato. «Sono pronto e sono felice che tu mi abbia aspettato!» disse avvicinando le labbra alle sue, in un dolce bacio. Svanirono insieme, mano nella mano, in un dolce soffio di vento.


🌙 Conclusione

A volte, per trovare la pace, non basta essere perdonati: bisogna imparare a perdonare se stessi.  
E dietro ogni maschera — anche la più spaventosa — può nascondersi un cuore che ha solo dimenticato come si ama.  
Alexander non ha avuto il tempo di diventare l’uomo che desiderava essere, ma ha avuto il coraggio di morire per chi amava.  
E in quel gesto, ha trovato la sua verità.


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20 dicembre 2025

Regno Coraldreams: Doodles Creativi 🖌️🎨


✨ Cari DreamWriters,
oggi non vi porto parole, ma linee. Tratti leggeri, curve incerte, spirali che nascono senza un perché. I miei doodles non hanno un tema, non cercano un senso: sono pensieri che si muovono in silenzio, come foglie nel vento. Disegno per ascoltare, per respirare, per lasciare che la mano dica ciò che la mente non sa ancora. ✍️🌬️

Come scriveva Paul Klee:

“Disegnare è portare a spasso una linea.”

A volte, nei margini del foglio, si nasconde la parte più vera di noi.

🌌 Conclusione 

E se anche voi vi siete trovati a disegnare senza sapere dove stavate andando, sappiate che non è distrazione, ma una forma segreta di presenza. I doodles sono sogni che non hanno fretta, sono pause che respirano, sono piccole crepe da cui filtra la luce. ✨🌀
Non chiedono di essere spiegati. Chiedono solo di essere visti. E forse, in quel gesto libero e imperfetto, c’è già tutta la poesia che serve.

- Valeria Dreamwriters 

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18 dicembre 2025

L'Eco della Lettura: Recensione - Il Pericolo Senza Nome 📚

 

Cari DreamWriters, 📚

Ci sono romanzi che non si limitano a raccontare un mistero: lo sussurrano. Come il vento tra le scogliere, insinuano il dubbio, accarezzano l’inquietudine, e ci sfidano a vedere ciò che sfugge agli occhi. Il pericolo senza nome è uno di questi. Un’indagine che non parte da un delitto, ma da un presentimento. E già questo, per noi amanti del giallo, è un invito irresistibile. 🕯️📚


📖 Trama: Il Pericolo Senza Nome

Hercule Poirot, in vacanza nella suggestiva Cornovaglia, incontra una giovane donna affascinante e inquieta: Nick Buckley. La ragazza sembra perseguitata dalla sfortuna — piccoli incidenti, coincidenze strane, pericoli sfiorati. Ma quando confessa a Poirot di sentirsi in pericolo di vita, il celebre investigatore belga decide di restare.

Non c’è un crimine da risolvere… ancora. Ma c’è un’ombra che incombe, e un mistero che si costruisce prima che accada qualcosa. In un’atmosfera sospesa tra giardini in fiore, ville sul mare e silenzi carichi di tensione, Poirot dovrà decifrare segnali sottili, intuizioni e bugie ben mascherate.


🔍 Recensione

Quello che rende questo romanzo speciale, è la sua struttura: non parte da un delitto, ma da un’intuizione. È come se Agatha Christie ci dicesse: “Attenzione, qualcosa sta per accadere… ma non vi dirò cosa, né quando.” E così, pagina dopo pagina, ci troviamo a scrutare ogni gesto, ogni parola, ogni sorriso.

Nick è un personaggio magnetico: giovane, brillante, ma con un’ombra negli occhi. E attorno a lei si muove un cast di figure ambigue, ognuna con un segreto, ognuna con un possibile movente. Ma è la voce di Poirot — ironica, precisa, implacabile — a guidarci nel labirinto.

La Cornovaglia, con le sue scogliere e i suoi giardini, non è solo sfondo: è presenza narrativa, quasi un personaggio. 🌊🌺

E quando il colpo di scena arriva… è come se tutto si ricomponesse in un istante. Non con fragore, ma con eleganza. Come un sipario che si apre su una verità che era sempre stata lì, in attesa di essere vista.


🌌 Conclusione 

Il pericolo senza nome è un giallo che gioca con il tempo, con la percezione e con la fiducia. È un invito a osservare, a dubitare, a non dare nulla per scontato. E soprattutto, è un esempio perfetto di come Agatha Christie sappia costruire tensione senza violenza, mistero senza fretta, emozione senza eccessi.

Se amate i gialli che vi fanno sentire complici dell’indagine, questo romanzo vi regalerà un’esperienza sottile e raffinata. E forse, vi ritroverete a chiudere l’ultima pagina con un sorriso… e un piccolo brivido. 🕵️‍♂️💭📘


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15 dicembre 2025

Citazioni d'Autore: Le Dreamwriters ✒️


Cari Dreamwriters 🌊✍️,

avete mai sentito la scrittura scorrere dentro di voi come un fiume impaziente? A volte inizia con un sussurro, un’idea che si insinua tra i pensieri… ma poi cresce, si espande, e all’improvviso rompe gli argini. Le parole si riversano sulla pagina con una forza travolgente, inondando tutto con la loro energia e creatività. 💥

In questo spazio, celebriamo proprio quel momento: quando l’ispirazione non chiede permesso, ma irrompe e ci trascina con sé. Pronti a lasciarvi trasportare dalla corrente?

“La scrittura è come un fiume in piena, che rompe gli argini e inonda tutto con la sua forza e la sua creatività.”

- Le Dreamwriters 


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13 dicembre 2025

La Spada dell'Anima: La Strega dei Boschi - Capitolo 2 ✒️


Capitolo 2 

Tantissimo tempo fa, secondo un'antica leggenda, una sirena trovò l'amore della sua vita ma quando il suo amato morì, lei pianse e grazie alle sue lacrime di dolore e al Fuoco Fatuo venne forgiata la Spada Dell'Anima.

Quella notte Abigail, mentre dormiva profondamente nel suo letto, coperta da delle lenzuola rosse e un copriletto trapuntato, fece uno strano sogno.
Quel sogno era una premonizione, e spesso gli capitava di avere delle visioni anche inquietanti, che gli lasciavano un messaggio semplice da decifrare altre volte più difficile da comprendere.
Nel sogno-visione si ritrovò nella valle oscura, chiamata in questo modo in quanto era una valle magica che nascondeva non solo creature magiche misteriose ma anche pericolose.
Era buio pesto, nemmeno i raggi della luna stessa riuscivano ad illuminare e riflettere la propria luce in quel luogo malevolo.
Abigail indossava un abito lungo e nero, e l'unica cosa che si rifletteva nell'oscurità erano i suoi rossi ricci che gli cadevano sulle spalle.
Si guardò intorno e vi era soltanto oscurità, era difficile vedere qualsiasi cosa, anche gli alberi stessi con i loro rami sporgenti sembravano delle creature oscure, con i loro artigli pronti ad attaccare chiunque li disturbasse.
All'improvviso giunse una donna, che gli apparve proprio alle spalle.
La donna, una vecchia megera, con i capelli lunghi e bianchi, con il naso a punta e un neo sulla guancia destra.
La donna aveva degli occhi enormi, con un viso pieno di rughe, la pelle flaccida e priva di qualsiasi bellezza.
I suoi occhi enormi, erano castani, un castano scuro e profondo, come il colore del terreno bagnato.
Nel suo sguardo vi era soggezione ma anche perfidia, che era un modo per nascondere la sua paura più profonda.
«Trova la spada, solo così potrai fermare Re Corvo» disse rompendo quel silenzio spaventoso che regnava per tutta la valle.
L'aria cominciava a farsi gelida e fredda, ma la donna nonostante indossasse un abito nero con cappuccio e una mantellina nera sulle spalle, non sembrava avere freddo.
Abigail sussultò nel sentire quella voce gracchiante e si voltò di scatto «Chi sei tu? Di cosa stai parlando?» fece un passo indietro, e strinse le mani a pugno, pronta ad usare la propria magia nel caso la vecchia avesse attaccato per prima.
Poteva sembrare una innocua, ingenua e gentile vecchietta ma dai suoi occhi si intravedeva qualcosa di oscuro, difficile da interpretare.
«Sono solo una vecchia, mia cara strega dei boschi. Cerco solo di aiutarti a sconfiggere il Re dei Corvi, che come ben sai ha mosso guerra contro tutto e tutti, solo per ottenere ciò che desidera e brama. E l'unica che può fermarlo sei tu mia cara ed io ti sto dando solo ciò che ti serve per fermarlo» disse la vecchia abbassandosi il cappuccino nero, i suoi capelli bianchi e scompigliati gli ricaddero sulle spalle, ma non se ne curò.
«Sei più di una vecchia e lo sappiamo entrambe. Nonostante ciò, dimmi cosa sai di questa spada, ti ascolto!» disse Abigail, decisa ad ascoltare quella vecchia, che a quanto sembrava sapeva più cose di lei.
Sapeva che poteva essere solo una trappola mandata da Re Corvo, ma non aveva molta scelta, quindi decise che sarebbe stato più saggio ascoltarla per poi analizzare le informazioni ricevute.
La vecchia si avvicinò abbastanza da prendergli la mano e chiuderla in mezzo alla sua, la guardò con quegli occhi enormi «La Spada Dell'Anima, si trova nel Tempio dei Viventi. Si tratta di un Tempio sacro e antico che detiene le ossa di tutte le streghe morte, di secoli in secoli, di generazione in generazione. Il luogo è intrinseco di magia, perché le streghe che lo crearono, fecero in modo di renderlo precluso a chiunque non fosse degno di entrare. Solo colui puro di cuore può brandire la spada» ritrasse la mano e scomparve svanendo nel nulla.
Abigail, aveva ascoltato ogni sua singola parola, e quando la vecchia scomparì si svegliò di colpo, o almeno pensava di essersi svegliata, ma in realtà c’era un altro messaggio per lei, ma non era la vecchia megera che glielo avrebbe riferito.
Ciò che vide la sconvolse, era qualcosa di inaspettato.
In questa seconda visione, vide sua madre, anche lei era una strega, che lanciava un sortilegio al Re Corvo, che ancora si trovava nel grembo materno della regina Milena.
Si trattava di una maledizione, che la madre di Abigail lanciò a quel bambino, perché sapeva che sarebbe diventato un re oscuro.
Tutto ciò però aveva spinto Re Corvo ad odiare le streghe e a ucciderle generazione dopo generazione. Inoltre la madre di Abigail aveva predetto che il dominio del Re Corvo, avrebbe portato con sé morte e distruzione.
A quel punto Abigail si svegliò e stavolta veramente, sconvolta da quei due sogni, scese dal letto velocemente.
Si vestì e si ricordò di aver già visto quella vecchia megera.
L'aveva vista al mercato delle ombre nella valle dello Shurkey.
Al mercato delle ombre vi erano diversi venditori, quasi tutti erano ciarlatani, ma altri invece erano realmente veggenti.
Qui si vendevano amuleti, pozioni magiche, vi erano anche dei sensitivi che svelavano il futuro.
Il Mercato apriva una volta a settimana e la gente accorreva lì per sapere il proprio futuro o per avere una pozione d'amore o una cura per guarire qualche malattia o qualche brufolo fastidioso.
Purtroppo non tutti i venditori erano veramente onesti, molti di loro erano dei truffatori, che vendevano pozioni finte, per ingannare la gente e ottenere denaro.
Una pozione, dipendeva anche dal problema che si voleva risolvere, poteva costare anche una moneta d'oro, ma alla gente non importava.
L'ignoranza brulicava in quel mercato, la gente preferiva comprare un qualche amuleto o una pozione per risolvere i propri problemi piuttosto che spendere i soldi per comprare da mangiare per sé e per le proprie famiglie.
Ed era su questa mentalità che i venditori giocavano, sfruttando le fragilità di ogni individuo per strappargli del denaro.
E se qualcuno si lamentava che qualche prodotto non funzionava, il venditore gliene regalava un altro in modo totalmente gratuito, dicendo loro che avrebbe funzionato.
Abigail conosceva perfettamente quel mercato, con sua madre spesso ci andava, di solito come compratrice ma alcune volte anche lei apriva la sua bancarella e vendeva delle premonizioni del futuro. 
Lei era solo una bambina, non sapeva se sua madre avesse veramente il dono della premonizione o se la sua era solo una messa in scena destinata ad estorcere del denaro.
In quel periodo era troppo piccola per fargli delle domande a riguardo, ma non ebbe più tempo di fargliele perché ella morì.
A quel punto, quelle domande che aveva sempre desiderato fare, erano rimaste solo delle domande senza alcuna risposta e sarebbe stato così per sempre.
Abigail, giunse al mercato, che era abbastanza distante, quindi aveva cavalcarlo fin laggiù, prendendo una strada secondaria, che era abbastanza ripida e scoscesa ma aveva fretta, doveva avere delle risposte e stavolta le avrebbe ottenute in un modo o nell'altro.
Giunse al mercato e come sospettava brulicava di gente, i venditori sfoggiavano il loro sorriso migliore.
Vi era gente ovunque, non sarebbe stato facile trovare la vecchia megera, che secondo la sua esperienza, non era una semplice vecchia ma una sensitiva, una di quelle che vedeva veramente il futuro.
L'arte della premonizione, non era un dono che avevano tutti ma era destinato a pochi eletti.
Si avviò verso le bancarelle, cercando di passare tra folla. Camminando tra la folla, notò che da alcuni venditori c'era una fila infinita e la gente poteva restare in attesa anche per tutto il giorno.
Sollevò leggermente la mano, muovendo le dita piegandole verso il basso e usò la magia per spostare qualche passante che gli tagliava la strada. 
Quella gente era così presa dai loro problemi che nessuno si accorse di essere stato spostato.
Raggiunse una bancarella, c'era una donna di spalle, i suoi capelli erano proprio come nella visione, bianchi e scompigliati, indossava gli stessi vestiti.
Sicuramente la seconda visione era stata indotta dalla megera, ne era più che sicura.
Abigail si soffermò, la donna leggeva la mano oltre ad avere delle visioni.
«Vecchia, so che eri tu questa notte» disse con determinazione, sicura che quella vecchia fosse la stessa megera che aveva sognato la notte precedente.
La vecchia si voltò, con il suo sorriso inquietante e i suoi enormi occhi castani «Cosa posso fare per te, mia cara?» rispose guardandola mentre metteva a posto degli amuleti.
«Sai bene cosa voglio. È la verità ciò che ho visto?» disse impaziente di avere una risposta.
La vecchia sorrise, si voltò e prese un amuleto e glielo porse «Ti regalo questo figliola. Si, è la verità, tua madre vide come sarebbe diventato quel bambino, cosa avrebbe fatto quando sarebbe cresciuto, così lo maledisse con la maledizione Animam» gli mise l'amuleto sul palmo della mano «Consideralo un regalo da parte mia».
Abigail vide l'amuleto in mano, lo guardò attentamente, ma allo stesso tempo ascoltò le sue parole «Maledizione Animam? Che cos'è?» disse stringendo l'amuleto e chiudendo il palmo della mano «Grazie per il dono, ma non dovevate».
La vecchia sorrise: «Mi dispiace, non sono una strega ma una semplice vecchia, non so di che maledizione si tratta».
Nel frattempo una giovane donna si avvicinò alla bancarella e la vecchia colse l'occasione per accaparrarsi un altro cliente ignorando Abigail.
A quel punto quest'ultima avendo capito che non avrebbe ottenuto altre risposte dalla vecchia megera, si allontanò camminando verso l'uscita del mercato e conservando l'amuleto nella tasca dei pantaloni di pelle.
Raggiunse il cavallo, salì in groppa e tirò dolcemente le redini dandogli un piccolo colpetto con lo stivale lungo i fianchi e quest'ultimo partì al galoppo.





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La Spada dell'Anima: La Strega dei Boschi - Capitolo 1 ✒️


La Spada dell'Anima
LA STREGA DEI BOSCHI


“Strega, strega, strega dai capelli rossi paura fa.
Non andare nella valle,
perché la strega arriverà alle spalle.
Se uno spavento vuoi avere,
la strega dei boschi devi sperare di vedere”

Le DreamWriters

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Tutti i diritti riservati.



Capitolo 1


La palude angusta e buia aveva da secoli e secoli accolto nel suo abbraccio oscuro e malevolo una strega immortale.
Il terreno era ricoperto di acqua stagnante, si estendeva per pochi chilometri ed essendo un terreno impermeabile l'acqua piovana formava dei bacini poco profondi.
Non poco distante, nella valle del boa vi era una casetta.
Veniva chiamata valle del boa perché nel fiume che l'attraversava c'erano annidati dei serpenti boa e chiunque avventurava ad attraversare quel fiume si ritrovava nella morsa dei serpenti stritolatori.
In questa casetta di legno, viveva Abigail Brice, ultima discendente delle streghe immortali.
Secoli orsono le streghe vivevano tutte insieme come una comunità.
I secoli passarono e l'intera comunità soccombette alla morsa della morte e della vita mortale. 
Raramente nasceva una strega immortale, e infatti Marienne la madre di Abigail, fu l'unica strega che ebbe una figlia immortale.
Si narrava, che la strega dei boschi potesse dominare con il proprio potere non solo le piante ma anche le persone, per questo veniva sempre temuta.
Abigail essendo immortale, aveva vissuto allungo e attraverso i secoli aveva amato qualcuno ma lo aveva anche perduto, e ciò l'aveva portata a diventare ostile rendendo di ghiaccio il proprio cuore.
Vivere nelle alture delle paludi, aveva reso questo posto ancora più ostile per gli avventurieri che tentavano di attraversare la palude e molti di loro alla fine soccombevano alla morte, non riuscendo più ad uscire da quel luogo angusto.
Dopo la morte della comunità di streghe, Abigail decise di allontanarsi dalla comune e di rifugiarsi nei boschi.
Da quel momento in avanti fu chiamata La Strega dei Boschi.
La cosa che forse spaventava i vari avventurieri erano i suoi capelli rossi e ricci, ma soprattutto i suoi occhi blu, profondi come l'oceano ma allo stesso tempo glaciali e gelidi come il suo cuore.
Secondo le varie superstizioni e dicerie avere i capelli rossi era il simbolo distintivo dell’essere una strega e quindi significava essere pericolosa.
Le superstizioni sulle streghe, avevano spinto la gente, a recitare una filastrocca per tenere i bambini lontani dalla valle paludosa e per spaventarli:

«Strega, strega, strega dai capelli rossi paura fa.
Non andare nella valle, perché la strega arriverà alle spalle.
Se uno spavento vuoi avere, la strega dei boschi devi sperare di vedere». 

Grazie a questa filastrocca, i bambini evitavano di avventurarsi nella palude spaventosa.
La strega era temuta dai vari villaggi, ma vi era qualcuno che invece, più che temerla e averne paura, la detestava più di qualsiasi altra cosa al mondo e presto sarebbe venuto ad affrontarla.


***


La gigantesca pianta carnivora aprì le enormi fauci, facendo venir fuori la suprema essenza della magia della strega.
Abigail fu adagiata dolcemente ai piedi del terreno verde scuro e freddo.
Lei possedeva il dono di madre natura, che gli dava la possibilità di leggere le menti e di sentire tutte le creature da animali, vegetali e umani.
La magia era parte integrante del suo essere, al punto di riuscire a controllare ogni elemento naturale, avendone il totale e pieno controllo.
Quando usava i suoi poteri su qualcuno o qualcosa, l'iride dei suoi occhi cambiava colore, passando dal blu naturale al verde e al rosso se si trattava di creature vegetali e animali, e infine nero come la pece se si trattava di essere umani.
Accompagnata dalla pianta carnivora, approdò dolcemente sul terreno, scuotendosi appena facendo scivolare via i petali che ricoprivano la maggior parte del suo corpo, dai capelli fino alle gambe.
Sinuosa nel suo abito rosso che rendeva leggiadro il suo corpo esile e morbido, accennò un sorriso.
Indossava dei pantaloni di colore verde in pelle, con degli stivali lunghi e rossi, una mantellina rosso scuro con cappuccio che usava per nascondersi e nascondere i propri capelli rossi.
Dopo tanto tempo decise di allontanarsi da casa sua e di raggiungere l'isola di Ghadan, bagnata dal mare.
Una volta aver raggiunto l'isola, si inginocchiò sporgendosi in avanti verso l'acqua limpida e cristallina che rispecchiava il suo riflesso dai contorni sbiaditi e con il dito sfiorò il pelo dell'acqua creando dei cerchi magici, che risuonavano profondamente negli abissi.
L'isola di Ghadan era splendida, ricca dei colori che la natura stessa offriva.
La sabbia era di un colore giallo canarino, e sotto la luce brillante del sole luccicava come un diamante in mezzo ad un deserto.
Quel giorno il cielo era limpido e chiaro, senza nuvole e soleggiato.
Il sole era alto nel cielo, il suo calore e i suoi raggi solari inondavano tutta l'isola, rendendola luminosa e splendente.
Abigail tracciò quei simboli magici sull'acqua.
Non si trattava di disegni senza alcun significato, ma erano dei simboli invocativi, grazie ai quali stava richiamando una creatura dei mari.
L'acqua cominciò a muoversi, le onde si fecero sempre più intense e veloci.
La creatura che aveva richiamato stava arrivando.
Tra le onde risalì in superficie una sirena, creatura acquatica con aspetto umano e femminile nella parte superiore e di pesce con pinna caudale in quella inferiore.
Le Sirene erano dotate di una voce dolcissima e ammaliante, erano ammaliatrici, grazie al loro bell'aspetto femminile, canto ed arte seduttoria, ma allo stesso tempo false, tentatrici ed ingannevoli, pronte ad uccidere dopo aver incantato.
In superficie, raggiungendo la spiaggia, risalì la sirena dalla lunga coda squamata verde - azzurro smeraldo, dai capelli lunghi castani e dagli occhi azzurri come il cielo.
I lunghi capelli le coprivano i seni, dal fisico esile, pelle chiara, labbra rosa e carnose, come se fossero state disegnate su un dipinto.
La sirena si chiamava Céline, dal viso angelico e sensuale, ma al tempo stesso apparentemente ingenua e innocua.
Céline era una sirena e principessa dei mari, una giovane fanciulla innamorata dell'amore, al punto da pensare che Abigail fosse la sua anima gemella, ma nel profondo sapeva che non era così e che lei non avrebbe mai corrisposto il proprio amore.
Céline a differenza delle altre sirene, aveva un dono, di poter baciare colui o colei che amava, e poterlo portare con sé negli abissi per sempre.
La strega si avvicinò guardandola con malizia, e la sirena si avvicinò ancora di più, continuando ad osservarla con i suoi occhi azzurri penetranti e la baciò sulle labbra, trascinandola con sé negli abissi e nelle profondità del mare.
Il bacio di Céline era speciale perché permetteva a colui o colei che veniva baciato, di poter respirare sott'acqua dandogli ossigeno, e permettendogli di nuotare negli abissi.
Inoltre, aveva una capacità rara, di poter trasformare la sua coda in gambe, quando raggiungeva la terra ferma.
Dopo aver nuotato e aver passato quel pomeriggio d'amore negli abissi, Abigail e Céline erano a casa della strega.
Non era la prima volta che stavano insieme in quel modo, e da parte della sirena c'era amore.
Ormai Céline era innamorata di lei, nonostante sapesse che la strega non avrebbe mai ricambiato e che per lei era solo puro e semplice piacere fisico.
Abigail era completamente nuda, e di spalle mentre guardava fuori dalla finestra.
Céline era distesa sul letto, anche lei nuda, coperta solo dal lenzuolo, la vide guardare fuori dalla finestra «Non mi amerai mai vero?» disse rompendo il silenzio che sovrastava in camera.
Abigail, sentì le sue parole e accennò uno dei soliti sorrisi.
I suoi occhi blu intenso si fecero lucidi solo per un istante, forse provava anche lei qualcosa nel profondo, ma non aveva alcuna intenzione di ammetterlo.
Aveva vissuto una vita intensa, che gli aveva regalato non solo gioie ma anche dolori.
Aveva amato e anche perduto, e non poteva più permettere che ciò accadesse nuovamente.
Abigail non rispose, non fece alcun fiato, non disse nemmeno una parola, ma in quel silenzio vi era la risposta esplicita a quella domanda. 
Céline fece un profondo sospiro, quel silenzio per lei era già una risposta, che lei già conosceva benissimo, ma era difficile da accettare.
Aveva accettato quella situazione pur sapendo di doversi accontentare di quei brevi e intensi momenti con lei, ed era l'unica cosa che avesse mai ricevuto da lei.
Céline scese dal letto, e decise di andare via «Ci vediamo Abigail» disse mentre usciva dalla camera e dalla casa della strega per poter tornare all'isola di Ghadan, a casa sua negli abissi.
Abigail non riuscì nemmeno a salutarla, e tanto meno a fermarla, era troppo concentrata su qualcosa di oscuro.
Rimase ferma e immobile di fronte alla finestra, continuando a osservare il paesaggio.
Per lei, Céline era una breve e dolce distrazione. Dopo che Céline se ne fu andata via, Abigail si concentrò sulla vendetta sul suo acerrimo nemico, che veniva chiamato Re Corvo o Re dei Corvi, anche se il suo vero nome era Sebastian Vettel.


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12 dicembre 2025

L'Eco della Lettura: Recensione - Il Mistero del Treno Azzurro 📚


✨ Cari Dreamwriters, 🚂📚
Oggi saliamo a bordo di un treno che non è solo un mezzo di trasporto, ma un palcoscenico di misteri, passioni e segreti. Il mistero del treno azzurro di Agatha Christie ci invita a viaggiare tra le carrozze del celebre “Treno dei miliardari”, dove il lusso scintilla… ma l’ombra del delitto è sempre in agguato.  
Preparate i vostri taccuini da detective: il viaggio sta per cominciare.


🚆 Trama: Il Mistero del Treno Azzurro 🚞

Il celebre Treno Azzurro, che collega Londra alla Costa Azzurra, ospita a bordo un microcosmo dell’alta società: ereditiere americane, nobili europei, uomini d’affari… e naturalmente, Hercule Poirot.  
Quando una giovane donna viene trovata morta nel suo scompartimento, e una preziosa collana scompare nel nulla, il caso si fa subito intricato.  
Tra identità celate, alibi fragili e passioni nascoste, il nostro investigatore belga dovrà mettere alla prova il suo celebre metodo delle “celluline grigie”.


🔍 Recensione 

Questo romanzo non è tra i più celebrati della Christie, ma ha un fascino tutto suo.  
La scrittura è elegante, l’ambientazione affascinante — e il treno diventa quasi un personaggio, con i suoi ritmi, i suoi rumori, le sue coincidenze.  
Ho apprezzato molto il modo in cui l’autrice gioca con le apparenze: ogni personaggio sembra avere qualcosa da nascondere, e il lettore è costantemente invitato a dubitare, a ricostruire, a sospettare.  
Nonostante qualche lentezza iniziale, la tensione cresce in modo sottile e costante, fino a un finale che, pur non tra i più sorprendenti della Christie, lascia comunque soddisfatti.


📝 Conclusione

Il mistero del treno azzurro è un giallo classico, perfetto per chi ama le atmosfere raffinate e i delitti da sa
Non è il romanzo più brillante di Poirot, ma è una tappa importante nel suo percorso letterario — e un’occasione per riflettere su quanto, spesso, la verità si nasconda nei dettagli più trascurati.

🎩 E voi, cari Dreamwriters, avete già viaggiato su questo treno? O preferite altri casi del nostro baffuto investigatore?
E se vi è piaciuta questa recensione, potete dare un'occhiata anche a “Recensione: Poirot e i Quattro


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11 dicembre 2025

Citazioni d'Autore: Le Dreamwriters ✒️


Cari DreamWriters, ✨📚  
ci sono parole che si scrivono con l’inchiostro, e altre che si scrivono con il fuoco.  
Parole che non fanno rumore, ma lasciano il segno.  
La scrittura, per noi, non è solo un gesto: è un atto di presenza, di resistenza, di verità. È il modo in cui abitiamo il silenzio, lo trasformiamo, lo rendiamo fertile.
In questo spazio, ogni frase è una scintilla. Ogni recensione, un frammento di ciò che ci accende.  
Non cerchiamo solo trame avvincenti o colpi di scena: cerchiamo ciò che resta, ciò che brucia piano, ciò che ci cambia.

🔥 “La scrittura è come un fuoco che arde e brucia silenziosamente e lentamente.”  

- Le Dreamwriters 

Una frase che nasce da dentro, e che oggi vogliamo condividere con voi — non come una definizione, ma come un invito.  
A scrivere. A leggere. A sentire.



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08 dicembre 2025

Regno Coraldreams 🖌️🎨


Cari DreamWriters, 🌟

Benvenuti nel Regno Coraldreams — uno spazio sospeso tra inchiostro e immaginazione, dove i disegni prendono forma. 
Ogni tratto, ogni dettaglio nasce da un mondo interiore che si intreccia con le parole, ma non ha bisogno di spiegarsi.  

🖋️ Questo regno non è fatto per spiegare, ma per evocare.  
🌫️ È un luogo dove l’ambiguità visiva incontra la coerenza narrativa.  
🦋 È il riflesso illustrato dei mondi che abitiamo — dentro e fuori le pagine.

Che siate lettori, sognatori o investigatori dell’anima, lasciatevi guidare dai colori, dalle ombre e dai silenzi.  

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Maschere, Destino e Segreti 🎭

Cari Dreamwriters, 💫 ci sono scene che non hanno bisogno di parole per raccontarsi. Basta un gesto trattenuto, un respiro sospe...