Cari DreamWriters, 🌟
Questa sera vorremmo condividere con voi un altro estratto del nostro romanzo “Il Diario di Henry Lancaster”. Il testo è molto più lungo, ma poiché la scena è abbastanza cruenta, abbiamo deciso di mettere solamente l'inizio. In questo capitolo abbiamo affrontato il tema della VIOLENZA SULLW DONNE. Ovviamente lo abbiamo affrontato con rispetto e con il nostro stile di scrittura. Con questo estratto vogliamo mandare un messaggio: NO ALLA VIOLENZA. Siamo contro ogni forma di violenza, fisica, mentale, alle donne, bambini e animali. La violenza non è mai la risposta. Questo capitolo anticipa un po' il nostro nuovo romanzo, dedicando al Principe Alexander di Valmont e alla Contessa Evelyn Ellington. Con ciò si è dato inizio alla storia del “Sussurro della Vendetta”. In questo nuovo romanzo, abbiamo voluto rendere protagonista l'antagonista. Il Principe Alexander diventa finalmente protagonista. Stiamo esplorando la sua personalità, la sua storia. È un personaggio complesso ed emblematico. Non è mai semplice scrivere di lui. Tuttavia volevamo che l'antagonista fosse parte integrante del nostro Nuoro romanzo. Ci piace l'idea di poter esplorare, di poter scavare dentro l'anima di un uomo emblematico come lui. Ci piano sempre la domanda se ci può essere rendezione. Lady Ellington, sarà anche lei protagonista e dovrà affrontare le sue paure così come Alexander dovrà affrontare se stesso e pagare il prezzo delle sue azioni. Ne “Il Diario di Henry Lancaster” abbiamo visto un Alexander spavaldo, egocentrico, narcisista, arrogante e violento. Ovviamente questi elementi non mancheranno nel nuovo romanzo. Tuttavia esploreremo anche altri lati della sua personalità.
Il Principe si avvicinò sempre di più a lei. Il suo sguardo penetrante e il sorriso enigmatico sembrava nascondere un'intenzione oscura. La sua voce, che fino a poco prima era stata suadente e affascinante, assunse un tono più basso e minaccioso.
«Lady Evelyn,» sussurrò, il suo respiro caldo sul viso di lei, «non potete immaginare quanto desideri questo momento».
Con un gesto improvviso, lui la spinse delicatamente ma fermamente contro un albero. Lei sentì la corteccia ruvida contro la schiena e il profumo delle rose sembrò improvvisamente troppo intenso. Il cuore le batteva forte nel petto mentre cercava di mantenere la calma.
Il Principe si avvicinò ancora di più, il suo corpo quasi a contatto con quello di lei. «Non c'è bisogno di avere paura,» continuò, il suo tono ora un misto di dolcezza e minaccia. «voglio solo parlare, molto da vicino».
Lady Evelyn cercò di allontanarsi, ma il Principe le bloccò la via di fuga con un braccio, con il suo sorriso ora completamente privo di calore. La situazione era diventata improvvisamente pericolosa, e capì che doveva trovare un modo per uscire da quella spiacevole situazione.
«Vostra Altezza Reale, mi dispiace dovervi rifiutare ma sono promessa sposa al Conte di Nottingham. Vi prego lasciatemi andare» disse tremando. Quell'uomo adesso le stava facendo veramente paura. La stava guardando con uno sguardo lussurioso e violento. Doveva trovare un modo per fuggire da lui.
Alexander sorrise alle sue parole. Gli scostò i capelli dal volto «Il Conte non vi merita. Vi siete già dimenticata che vi ha abbandonata al centro della sala? Questa sarebbe l'occasione per vendicarsi di lui, che ne dite?» la baciò sulle labbra, mentre con le mani esplorava il suo corpo sinuoso. Scese lungo i suoi seni afferrandoli da sopra l'abito e stringendoli in maniera violenta. Il desiderio e la passione avevano sempre fatto parte della vita di Alexander. Nessuna si era mai rifiutata di giacere con lui e di certo non sarebbe accaduto adesso. Sarebbe stata sua in un modo o in un altro. Lei non aveva alcuna voce in capitolo a riguardo. Lui era il Principe di Valmont, e tutto gli era dovuto. Nessuna poteva rifiutarlo.
Evelyn sussultò, senza ricambiare il bacio ma voltò il viso dall'altro lato «Lasciatemi, vi prego. Mi state facendo male. Se vi preoccupa che io lo dica a qualcuno, vi giuro che non lo farò. Vi supplico di lasciarmi andare» rispose con gli occhi lucidi. Era vulnerabile e fragile in quel momento. Non riusciva ad essere lucida e razionale. Sentiva il corpo paralizzarsi di fronte al suo tocco aggressivo. Non riusciva a respirare sentendosi sopraffatta da quella situazione inaspettata e spaventosa. Era terrorizzata da non riuscire a trovare una via d'uscita. Era in trappola e lei stupidamente, accecata dalla rabbia per il Conte, si era lasciata intrappolare. Si trovavano troppo distanti dal palazzo. Nessuno l'avrebbe sentita gridare. Temeva di farlo, perché lui avrebbe potuto fare di peggio. Non aveva altra scelta, in qualche modo doveva rischiare e provare. Forse qualcuno delle guardie reali in perlustrazione l'avrebbe sentita e sarebbe accorsa a salvarla.
«Aiuto! Aiutatemi, vi prego!» urlò con tutto il fiato che aveva in gola che quasi le parole morirono sulle labbra. Allo stesso tempo tentava di liberarsi dalla sua morsa. Con le mani provò ad allontanarlo da sé, ma era inutile. Lui era più forte e possente di lei. Non avrebbe mai vinto contro di lui.
Alexander la sentì urlare ed emise un ringhio di rabbia funesta. Sollevò la mano e gli sferrò un manrovescio così violento che Evelyn sussultò all'indietro e quasi non sbatté il cranio contro la corteccia. Del sangue fuoriuscì dal naso a causa della violenza del ceffone ricevuto.
«Sta zitta e chiudi quella bocca, puttana!» gli ringhiò sul suo viso e si sbottonò velocemente i pantaloni «Ti piace la violenza non è vero? Tranquilla tesoro…» gli disse ridendo con nonchalance, come se fosse tutto lecito e normale. «Anche a me piace. Più fai la cattiva ragazza, più io mi eccito e non mi controllo più».
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