05 gennaio 2025

Il Diario di Henry Lancaster 🦋


Londra, Estate del 1815,
Ore 23:00

Caro diario,
Mi dispiace di averti lasciato in sospeso ma sai com'è, il tempo sembra passare così velocemente. Tuttavia non rinuncerò mai a donarti i miei pensieri. Spesso mi sento così solo che non ho nessuno con cui sfogarmi. I miei amici sembrano essere spariti. L'ultima volta ho saputo da Benjamin che Charles è partito, mentre Alexander stava poco bene. Da allora i nostri contatti e rapporti si sono letteralmente chiusi. Nessuno di loro si è più fatto vivo. Non nego di essere stato troppo impegnato anche io. Tuttavia dubito che mi sarei confidato con loro. Eravamo amici ma non posso negare di essermi sempre sentito diverso e forse strano. In qualche maniera, io ero quello fuori posto. Charles non faceva altro che giudicarmi. L'ultima volta mi ha definito il “Santo Henry”. Lo so, dovevo dirti queste cose molto tempo prima, ma come hai ben capito la mia vita è troppo movimentata. Spesso mi rendo conto di non aver abbastanza tempo per fare tutto ciò che desidero. Riguardo i miei amici, posso concludere dicendo che la nostra amicizia si è spezzata. Non posso attribuire la colpa a nessuno di noi, se non al destino e alla vita stessa. 
Dopo questa breve riflessione, andiamo al nocciolo della questione più importante. Se ben ricordi mia madre aveva dato scandalo al ballo. Dopo quel giorno tra noi due c'è una tensione palpabile. Nel frattempo sono accadute altre cose. Mi duole il cuore ripensare a ciò che ha fatto. Ma ho bisogno disperatamente di raccontarlo a qualcuno e tu sei l'unico con cui posso aprirmi senza essere giudicato. Mia madre mi ha letteralmente nascosto la missiva di Victoria. Grazie al cielo però il meraviglioso Arnold che non si smentisce mai, mi ha consegnato la lettera. Mia madre gli ha chiesto di bruciarla, lui non l'ha fatto. Come sempre posso contare su di lui. Quanto mi manca mio padre. Sicuramente avrebbe fermato le follie di mia madre. Tornando al discorso, sono riuscito a leggere la missiva. Oh la mia dolce Victoria, mi aveva dato un appuntamento. Ahimè, era esattamente quel giorno in cui l'ho letta. Mancava un'ora e non ho avuto molto tempo. E inoltre ho dovuto discutere per l'ennesima volta con mia madre. Mi ha fatto perdere tempo. Nonostante ciò, sono andato all'appuntamento ma Victoria è sfrecciata via. Non ho avuto modo di raggiungerla in alcun modo. Oh dimenticavo, la squallida recita di mia madre. Le finte lacrime di dolore. Mi ha riferito che Lady Evelyn ha subito violenza dal Principe Alexander di Valmont. Sembrava dispiaciuta ma il suo obiettivo era un altro. Far sentire in colpa me per averla abbandonata al centro della sala e costringermi a sposarla. Quanto accaduto ad Evelyn purtroppo è avvenuto realmente, ma il rammarico di mia madre dubito che fosse reale. Comunque, quella sera ero confuso e arrabbiato. Sono andato da Evelyn. Mia madre era riuscita a farmi sentire in colpa ma non abbastanza da spingermi tra le sue braccia. Lei mi ha accolto in casa. Era sorpresa di vedermi. Abbiamo iniziato a conversare. Gli ho chiesto perdono per il mio comportamento e che mi dispiaceva per quello che gli era accaduto. Lei è stata dolce e gentile, affermando che non era stata colpa mia. Improvvisamente però mi ha proposto di giacere con lei, quella notte. Ormai la sua virtù era stata irrimediabilmente compromessa e non aveva più nulla da perdere. Mi sono sentito a disagio e in imbarazzo e gli ho risposto che non avrei potuto farlo. Io amo Victoria e non potevo giacere con lei, amando un'altra. Mi ha proposto allora un solo bacio. E ho acconsentito. L'ho baciata. Non ho provato nulla in quel momento. L'ho fatto per lenire i miei sensi di colpa e per assecondare lei. Ho passato la notte nelle stalle. Lei mi aveva proposto una camera, ma io ho deciso di dormire con il mio amato Orion. 

Sono passati giorni ed io non riuscivo nemmeno a scrivere una missiva a Victoria così qualche giorno fa ho deciso di andare da lei. Una volta arrivato, il padre Frederick era furente con me, perché avevo ferito la sua bambina. Ho cercato di spiegargli la situazione in linea generale e mi ha concesso di parlare con lei. L'ho raggiunta alle stalle. Oh, dovevi vederla. I suoi ricci rossi erano bellissimi. Il suo corpo perfetto come se fosse stato creato per incastrarsi perfettamente con il mio. La amo profondamente e la desidero con lo stesso ardore. Anche Victoria era furente con me. Mi sono scusato e gli ho raccontato ogni cosa, ad eccezione della situazione di Evelyn. Non era il caso di rivelare una cosa del genere. Alla fine lei ha ceduto e ci siamo baciati. È stato un bacio sublime e magico. Eravamo solo io e lei. Il mondo chiuso fuori. Sai com'è un bacio tira l'altro e siamo andati un po' oltre ma ne è valsa la pena. Lo so cosa stai pensando, ma no, non ho compromesso la sua dote. Non lo farei mai. Ma ammetto che il desiderio era intenso. Il fuoco ardeva e bruciava dentro di me. Avrei voluto amarla completamente ma sono pur sempre un gentiluomo e non ho approfittato della situazione. Entrambi lo desideravamo. Stavamo bruciando insieme. È stato un momento magico che però si è trasformato in un incubo una volta rientrato a casa. Già, mia madre! Sai che novità, vero? No, non sa quanto accaduto con Victoria e non deve saperlo. Tuttavia abbiamo discusso violentemente. È stata perfida. E quando ha dato un appellativo offensivo a Victoria, ho perso la testa. L'ho sbattuta al muro ma non gli ho fatto del male e mai l'avrei fatto. Volevo solo spaventarla e fargli capire che non sono più il suo burattino. In tutto ciò, ho rimediato un ceffone così forte che mi brucia ancora la guancia. Mi ha anche spaccato il labbro. Era completamente fuori di testa. In quel momento non ci ho fatto molto caso. Ma riflettendoci, credo di aver sentito odore di alcol. Credo che fosse brilla. Sentivo odore di vino ogni volta che apriva bocca. Inoltre era goffa, con i capelli arruffati e in disordine. Cosa alquanto strana per una donna come lei che tiene alle apparenze. Già, purtroppo è più interessata alle apparenze piuttosto che all'amore nei confronti di suo figlio.  La odio profondamente e la detesto. Se crede di potermi manipolare ancora una volta, si sbaglia. Non glielo permetterò, non più. Sono corso qui in camera subito dopo. Voglio restare solo. Non voglio vederla e tanto meno sentire il suono della sua voce. Al momento mi dà tremendamente fastidio anche la sua vista. Poco fa ha bussato Arnold con il vassoio della cena. Non gli ho risposto. Sono troppo scosso e arrabbiato. Adesso però sento un certo languorino. Ha detto di aver lasciato il vassoio dietro la porta. Mi sa che vado a mangiare qualcosa. Sto morendo di fame e non morirò di fame per disperarmi per lei.
Ti terrò aggiornato ovviamente e grazie per il tuo supporto. Su di te posso sempre contare.

Perla di Saggezza del giorno 

“Un vero gentiluomo non alza mai le mani contro una donna, poiché la vera forza risiede nella protezione e nel rispetto, non nella violenza. La nobiltà d’animo si misura nel modo in cui trattiamo i più vulnerabili.”

H.L. Conte di Nottingham 







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